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Quali visite bisognerà affrontare in tutta la gravidanza?

7 Gennaio 2023
Visite mediche gravidanza
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In gravidanza avete davanti a voi 9 mesi di visite e controlli medici di ogni tipo, che potrebbero generare non poche preoccupazioni per cui occorre trovare un equilibrio che vi consenta di non agitarvi più del dovuto, di vedere le cose con la giusta lucidità e, a volte, anche distanza. Guardiamo insieme quali sono in via generale i controlli medici da affrontare.

Care amiche e amici, sì perché ricordiamo sempre che non siete sole in questo percorso di gravidanza, questo è il momento di tenere duro e di avere pazienza, ma tanta.

Avete davanti a voi 9 mesi di visite e controlli di ogni tipo, che potrebbero generare non poche preoccupazioni, per cui occorrerà trovare un equilibrio che vi consenta di non agitarvi più del dovuto, di vedere le cose con la giusta lucidità e, a volte, anche distanza. Non sarà sempre facile, ma non c’è altro modo per uscirne indenni.

Guardiamo insieme quali sono, in via del tutto generale, i controlli da affrontare, considerando che ogni donna avrà le sue specificità e che chiaramente gli esami potrebbero differire e probabilmente aumentare rispetto a questi. Anzi, vi anticipo, che oltre a quelli elencati, ogni mese avrete almeno un controllo dal vostro ginecologo e un set di esami da realizzare che comprendono sempre degli esami del sangue. Detto questo, scopriamo il resto insieme.

7°-8° settimana

La prima visita ostetrica e la prima ecografia sono consigliate dopo sette/otto settimane dalla data dell’ultima mestruazione. Durante la prima visita, l’ostetrica prende in carico la donna o la coppia, programma il percorso della gravidanza e fornisce le risposte a dubbi e domande. 

La prima ecografia è utile a confermare la presenza e il numero degli embrioni nell’utero e a definire la datazione. Effettuare la prima ecografia prima della 7° settimana può apparire rassicurante per i futuri genitori, ma poiché l’embrione è ancora molto piccolo, l’esame ha spesso un esito incerto che comunque necessita di una conferma nelle settimane successive, quando diventano ben visibili i primi segni vitali. 

19°-21° settimana

L’ecografia del secondo trimestre va eseguita tra la 19° e la 21° settimana di gravidanza. Viene anche definita ecografia morfologica perché serve al medico per studiare la morfologia del feto ed escludere eventuali malformazioni congenite visibili. Anche in questo caso è bene non anticipare la visita: sebbene il desiderio di scoprire il sesso sia comprensibilmente forte, effettuare un’ecografia in anticipo rispetto a quanto previsto dalle Linee Guida non permette al medico di vedere con completezza tutte le strutture che rassicurano sullo sviluppo fetale e per cui questo esame è pensato.

30°-32° settimana

Durante l’ultima ecografia, il medico osserva lo stato di accrescimento del feto, la quantità di liquido amniotico e la posizione del bambino (cefalica o podalica).

35°-36° settimana

Prima del parto è raccomandato un tampone vagino-rettale per individuare la presenza di un microorganismo molto diffuso (di solito innocuo e asintomatico) che può diventare pericoloso se infetta il bambino al momento del parto: lo streptococco betaemolitico. In caso di presenza di streptococco nel canale del parto il medico non prescrive alla mamma una terapia durante la gravidanza, ma effettuerà una terapia antibiotica durante il travaglio per eliminare il rischio di trasmissione al bambino.

La diagnosi prenatale

Durante la gravidanza è possibile effettuare esami facoltativi per diagnosticare prima della nascita eventuali malattie cromosomiche del bambino. In base a quanto vi dirà il vostro ginecologo, potrete considerare di effettuare alcuni di questi esami.

  • Test del DNA fetale: un test non invasivo e senza rischi che indaga il DNA del feto che circola nel sangue materno per rilevare la presenza di anomalie cromosomiche (relative ai cromosomi 21, 18, 13 e ai cromosomi sessuali X e Y) o malattie genetiche note (perché già presenti in famiglia). Questo test ha un’elevata attendibilità: per la diagnosi prenatale della sindrome di Down, per esempio, è attendibile nel 99% dei casi. 
  • Screening del primo trimestre (ultrascreen o bitest): questo esame viene effettuato in due momenti. A 10 settimane la ginecologa effettua la consulenza e il prelievo del sangue. A 12-13 settimane, si effettua l’ecografia per osservare la nuca del feto (traslucenza nucale) per individuare una raccolta di liquido che tutti i feti hanno, ma che in caso di malattie cromosomiche appare ingrossata, e altre strutture. L’esito dell’esame è dato dalla combinazione statistica dei risultati di esami del sangue e ecografia con l’età materna. Questo screening viene scelto dalle donne o dalle coppie che vogliono conoscere il rischio personalizzato di sindrome di Down, trisomia 13 e 18.
  • Villocentesi: è un esame invasivo che consiste nell’aspirazione di una piccola quantità di tessuto della placenta. Può essere effettuato tra la 11° e la 13° settimana e serve a diagnosticare con certezza eventuali patologie cromosomiche o genetiche già note in famiglia. È consigliato alle donne che vogliono confermare i risultati dello screening, che hanno più di 35 anni o in caso di genitori o altri figli affetti da malattie cromosomiche e genetiche. 
  • Amniocentesi: è un esame invasivo che consiste in un prelievo attraverso l’addome del liquido amniotico dall’utero. Può essere effettuato tra la 15° e la 17° settimana e serve a diagnosticare con certezza eventuali patologie cromosomiche. È consigliato alle donne che vogliono confermare i risultati dello screening, che hanno più di 35 anni o altri figli affetti da malattie cromosomiche. 

Fonti: Centro Sant’Agostino

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Primo Trimestre · Visite

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